La Cappella Gotica

Nel weekend ho letto questo breve racconto di Alexandre Dumas senior, intitolato appunto “La Cappella Gotica“. Ambientato nella Sicilia del 1800, il libro narra le vicende del giovane don Ferdinando, rampollo della nobile casata dei San Floridio, alle prese con un mistero che si sviluppa attorno alla tomba di famiglia.

Quel che mi ha colpito del romanzo è stata la facilità di scrittura dell’autore. Premetto che, pur conoscendo le opere principali di Dumas (I tre Moschettieri, il Conte di Montecristo), non avevo ancora letto nulla della sua produzione. E’ stata una bella scoperta: La cappella gotica è un racconto che si legge in un sol colpo. I (pochi) personaggi riescono ad essere perfettamente credibili nonostante lo scarso utilizzo di descrizioni; il ritmo del racconto è sempre alto, lo stile semplice ma mai banale, l’enunciazione diretta è perfetta nel creare la giusta complicità tra autore e lettore. La semplicità della narrazione diventa un piacere, sopratutto quando la si coglie come uno scarto, un discostarsi dallo stile forzatamente personale (o pretenzioso) nel quale molti degli autori che ho letto ultimamente amano specchiarsi. La semplicità come mezzo per una narrazione efficace, capace di dare, prima di tutto, piacere al lettore: è stato questo l’elemento che ho apprezzato di più in questa breve opera.

Tra l’altro, spulciando la biografia di Dumas, mi ha stupito apprendere che l’autore gioca molto con gli elementi storici, piegandoli ai suoi fini narrativi: spesso si ispira a fatti reali (nello specifico del nostro libro, al terremoto di Messina) ma li colloca in anni sbagliati, o ne ingigantisce alcuni aspetti per espandere i suoi spunti narrativi. Dumas sapeva cosa vuole il lettore, ed era ben lieto di darglielo, insieme con una scrittura vera, proiettata verso l’esterno – e non collassata su se stessa. Un piccolo insegnamento che ogni scrittore dovrebbe tenere sempre a mente: si scrive per gli altri, prima che per se stessi. 

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3 pensieri su “La Cappella Gotica

  1. Ciao wwayne, grazie per essere passato da qui e per il consiglio! Quando scelgo un libro di solito vado in biblioteca e mi affido molto all’ispirazione del momento…però prendo una nota mentale per Burnett, che mi sembra un autore interessante. Buona lettura 🙂

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