Sette e mezzo

Due righe sulla partita di ieri sera voglio proprio scriverle.

Mi aspettavo una partita equilibrata; pensavo che la Germania fosse più forte e potesse riuscire a imporsi nei tempi regolamentari, ma il 7 a 1 rifilato al Brasile ha proporzioni storiche ed era decisamente impronosticabile.

Che i verdeoro sarebbero andati in difficoltà per l’assenza di due cardini della squadra era abbastanza evidente, ma qui siamo andati oltre. La chiave del tracollo è da cercare nello smarrimento psicologico seguito al vantaggio di Müller (frutto di una disattenzione evidente): già lì il Brasile è crollato, scoprendo il fianco a tedeschi che ne hanno approfittato con un cinismo ed una precisione impressionanti. Tra il 23′ e il 29′ ci sono stati 4 gol che hanno ridimensionato la percezione di una squadra, il Brasile, che non era mai apparsa imbattibile, ma che sembrava comunque godere del favore dei pronostici (e della dea bendata). Come se il blasone potesse bastare a spingere gli uomini di Scolari verso la finale. In quei 7 minuti (ironia della sorte) si è assistito ad uno spettacolo strano, farsesco: i sudamericani sembravano rassegnati, inermi, svuotati. Come se le squadre fossero talmente squilibrate da far credere che presto sarebbero state “mischiate”, come nelle partite di calcetto tra amici. L’impressione che ne ho avuto è stata proprio questa.

Naturalmente i complimenti alla Germania sono scontati, e credo quindi che sia più importante sottolineare la tenuta mentale degli uomini di Löw: impermeabili, imperturbabili, cinici, consci. Il 7 a 1 nasce da qui, dalla fame dei tedeschi, che non hanno avuto pietà di un avversario in ginocchio, e hanno marchiato a fuoco questo 8 luglio 2014 sulla pelle dei giocatori verdeoro. Vedere Neuer arrabbiato per aver subito un gol allo scadere rende bene l’idea sulla concentrazione dei tedeschi, e fa capire che la Germania cercherà di vincere la finale facendo leva proprio su una forza psicologica totale. Credo che a breve non saremo più gli unici ad aver vinto 4 Mondiali.

Due parole sulla partita di stasera, Olanda – Argentina. Premesso che secondo me i sudamericani sono favoriti, è difficile fare una previsione sull’andamento della partita. Van Gaal è un vecchio volpone e sa bene che la sua Olanda è più debole della squadra di Sabella, quindi credo che cercherà di impostare la partita sulla difensiva, per chiudere il primo tempo sulla X, e andare poi a cercare un contropiede vincente nella ripresa. Dubito però che al santone olandese possa continuare ad andare bene come è successo fino ad ora. L’Argentina non gioca bene, ma ha Messi (scontato, ma vero), e si è sbloccato Higuain. L’assenza di Di Maria è pesante ma non decisiva, visto gli uomini che ha a disposizione Sabella. Se dovessi fare un pronostico direi che il primo tempo si chiuderà in pareggio, e che nella ripresa potrebbe avere la meglio l’Argentina con un gol di scarto. Risultato esatto: 0 – 1.

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